Negli ultimi tempi, numerosi studi nell’ambito della psicologia hanno evidenziato come il perfezionismo possa, in alcuni casi, predisporre alla depressione. Si tratta di persone apparentemente di successo, iperattive e produttive, ma particolarmente auto-critiche, che cercano in tutti i modi di evitare gli errori e che hanno molta paura del giudizio negativo altrui: questi soggetti possono nascondere, in realtà, una sofferenza emotiva rilevante, sostenendo uno sforzo continuo per mascherarla. Il paradosso, e circolo vizioso, di tale condizione, è rappresentato dal fatto che più l’individuo si sforza di nascondere la sua vera natura e le sue emozioni, più la sofferenza interiore tende ad aumentare, diventando sempre più difficile da gestire. In questi casi, di solito, il nucleo sofferente della personalità è rappresentato da scarsa autostima e da ricerca di ammirazione. Il soggetto tende a nascondere e a negare prima di tutto a sé stesso gli aspetti fragili della propria personalità: prenderne coscienza e ammetterli, infatti, è di per sé doloroso, anche se rappresenta il primo passo per imparare a regolarsi e ad affrontare la vita in un modo più flessibile, equilibrato e sereno.
Naturalmente, quanto detto non significa che tutte le persone di successo o molto capaci siano depresse; esiste infatti un perfezionismo “sano”, non associato ad elevata auto-critica, evitamento ossessivo dell’errore e paura del giudizio degli altri, ma associato invece ad un buon livello di soddisfazione personale ed autostima.
Nella nostra società e cultura, spesso dominate dall’apparenza, dall’individualismo, dalla competizione e dal perfezionismo, la depressione è ancora enormemente stigmatizzata, così come il disagio psicologico in generale. Questo può provocare nel soggetto depresso un ulteriore incremento della sofferenza psicologica (vergogna, senso di colpa, rabbia auto-diretta), evitamento di luoghi o situazioni fino al ritiro sociale, e ritardo nella ricerca di aiuto o soluzioni. La richiesta di aiuto ai professionisti o ai servizi che si occupano di salute psicologica di solito avviene tardivamente, per mancanza di consapevolezza del problema e per vergogna. Il livello di sofferenza emotiva deve diventare, probabilmente, ancora più elevato della forte necessità di apparire efficienti ed essere ammirati, per riuscire a chiedere aiuto.
Se riconosci i sintomi o le caratteristiche descritte sopra, è consigliabile fare una valutazione con un medico psichiatra o con uno psicologo psicoterapeuta.
Se pensi che quanto descritto riguardi invece un tuo famigliare, amico o collega, fagli leggere questo articolo e chiedigli cosa pensa, per poter introdurre il discorso e poterlo consigliare.
Dr. Guido Rolle