Si tratta di un problema piuttosto comune, che può essere primario, nei soggetti che riferiscono stitichezza abituale, oppure secondario, dipendente da fattori quali cambiamenti nello stile di vita, patologie e alcuni farmaci. Si può parlare di stitichezza, o stipsi, quando gli accessi ai servizi igienici sono meno di tre a settimana da almeno tre mesi, oppure quando è presente sforzo addominale. In senso relativo, anche una recente variazione dell’alvo rispetto alla regolarità abituale può essere definita stitichezza. L’alternanza di alvo stitico e alvo mosso, invece, è tipico di una problematica funzionale dell’intestino, chiamata “colon irritabile”: i pazienti notano la correlazione dei sintomi avvertiti con il livello di stress.

 

Cause comuni di una temporanea stitichezza sono cambiamenti dell’alimentazione o dello stile di vita, trasferimento di abitazione o cambiamento lavorativo. Lo stress o problemi di regolazione emotiva possono rallentare la funzionalità intestinale, soprattutto nell’infanzia, nei pazienti adulti che soffrono di colon irritabile e in alcuni casi di depressione. Tendenzialmente, con l’avanzare dell’età la stitichezza diventa più probabile. Altre possibili cause sono la sedentarietà, una dieta povera di fibre, una scarsa assunzione di acqua, il consumo eccessivo di zuccheri, la soppressione sistematica dello stimolo, una marcata ipertrofia prostatica nell’uomo, la patologia emorroidaria, la gravidanza, alcune malattie metaboliche come l’ipotiroidismo e il diabete, infine alcune malattie neurologiche come demenza senile e traumi spinali. Nei neonati o lattanti il latte vaccino raramente provoca stipsi. Nei bambini i disturbi della defecazione sono comuni, difficili da trattare e percepiti negativamente dalla famiglia; di solito la causa va ricercata in un cambiamento ambientale o delle abitudini, oppure nella sfera psichica. Il 20% dei bambini presenta stipsi moderata dopo l’introduzione dell’uso del vasino.

 

I sintomi più comuni comprendono disagio psicologico, irritabilità, malessere, riduzione dell’attività, distensione o fastidio addominale, in alcuni casi inappetenza.

Qualunque stitichezza, abituale o improvvisa, necessita di un consulto medico. Attraverso l’anamnesi e la valutazione clinica, il medico indirizzerà il paziente verso i migliori provvedimenti, secondo il caso: intervento sull’alimentazione e lo stile di vita, prescrizione di farmaci, prescrizione di indagini diagnostiche, consulto specialistico o accesso in Pronto Soccorso nei casi di sospetta urgenza.

In molti casi, su indicazione specialistica (gastroenterologo), la riabilitazione del pavimento pelvico con un Fisioterapista può essere di grande aiuto.Per quanto detto appare chiaro che la stitichezza non vada mai trascurata o banalizzata.