La menopausa è un periodo particolare e significativo nella vita di ciascuna donna.
Sappiamo ormai molto bene che non deve essere considerata una malattia, ma sappiamo anche molto bene quanto, in questa fase particolare, sia importante porre attenzione alla complessità di tutte le dinamiche che questo periodo chiama in causa.
È una fase di transizione dove inevitabilmente ci si addentra in un processo di cambiamento che riguarda il corpo, la mente, il ruolo sociale, dove si trasforma il concetto di benessere ed il significato che ogni donna attribuisce ad esso.
A causa del sovrapporsi di sintomi fisici e non (vampate di calore, palpitazioni, vertigini, insonnia, aumento di peso, sbalzi di umore…) la menopausa è vista come un periodo della vita che ha in se un’accezione prevalentemente negativa. I mass media parlano spesso degli aspetti della menopausa contemplandoli sotto la denominazione di “crisi della menopausa”; in questo i disturbi fisici, psichici e psicologici vengono talmente enfatizzati da indurre nella donna timori e ansia anticipatoria.
Non da ultimo il modello sociale che, illusoriamente, definisce canoni di eterna giovinezza e che descrive donne sempre più performanti, smaglianti, per sempre giovani.
Non tutte le donne vivono questo periodo allo stesso modo. Ciò dipende da diversi fattori, tra cui il livello di consapevolezza e di accettazione di sé ed il tipo di informazioni ricevute, in alcuni casi anche dal modo in cui la propria madre l’aveva affrontata e raccontata (per effetto di una sorta di introiezione materna).
Le difficoltà che molte donne incontrano nell’accettazione di tale periodo non è quindi solo dovuta ai cambiamenti fisici che la menopausa porta con sé, bensì al periodo della vita della donna in cui questi cambiamenti avvengono, che coincide spesso con una fase di cambiamento, coincidente con il raggiungimento di un’età matura, ma anche con un deterioramento fisico.
Tra i fattori che possono incidere sulla modalità di reazione al cambiamento, vi sono sicuramente il livello culturale e socio-economico della donna, e la possibilità di mantenere un ruolo lavorativo soddisfacente.
A conferma del fatto che ciascuna donna vive questa fase in modo molto personalizzato, ricordiamo che il proprio modo di funzionamento psicologico, unitamente alla presenza di fattori di rischio, può determinare l’insorgenza di disturbi specifici.
Alcune donne mostrano una specifica vulnerabilità ai disturbi dell’umore correlati alle variazioni ormonali: esistono infatti dati epidemiologici che dimostrano come le donne che hanno sofferto durante l’età fertile di disforia premestruale e/o di depressione postpartum sono colpite con maggior frequenza dalla depressione in menopausa. Anche precedenti anamnestici di depressione ed ansia possono indicare un aumentato rischio di disturbi dell’umore peri e postmenopausali. La presenza di fattori di stress relazionali e sociali aumenta questo rischio, come anche la compresenza di malattie organiche croniche o ricorrenti, condizioni economiche avverse e lutti recenti.
Il disturbo dell’umore ovviamente non è l’unico che può palesarsi in questo periodo; possono contribuire al repertorio anche irritabilità, stanchezza, ansia e panico, disturbi del sonno, difficoltà cognitive.
Come ogni periodo dell’esistenza, la menopausa si sovrappone agli eventi che accadono nella nostra vita di tutti i giorni. Siamo persone già tendenti all’ansia? Stiamo vivendo situazioni stressanti? Certamente ciò che viviamo, così come il nostro carattere, influiscono sul nostro modo di affrontare le cose e, in particolare, sui cambiamenti, che costituiscono sempre uno stravolgimento della routine e della nostra quotidianità.
Per questi motivi è importante che la presa in carico della donna in menopausa tenga conto di una grande variabilità di aspetti psico-sociali, in modo da condurre la donna verso un nuovo equilibrio, offrendole sostegno psicologico ed accompagnandola a ritrovare il proprio benessere, raggiungendo nuove forme di equilibrio.
Presupposto generale di un intervento per il miglioramento delle condizioni di vita durante la menopausa è la considerazione di questo fenomeno come fase normale di cambiamento psicobiologico.
L’adattamento al climaterio è direttamente dipendente dalla capacità della donna di far fronte agli avvenimenti della vita, in base alle proprie caratteristiche di personalità ad alle capacità relazionali, e che contempla nel complesso una riorganizzazione mentale ed una mobilitazione di risorse psico-fisiche.
La risposta che ciascuna donna può mette in atto per rispondere alla complessità di questa fase è del tutto personale e peculiare: essa, in ogni caso, rappresenta un tentativo di adattamento ad una condizione sconosciuta, un tentativo finalizzato a recuperare in qualche modo un senso di padronanza, di conoscenza e di autoefficacia. E’ in questo senso che ciascuna donna risponde al cambiamento utilizzando gli strumenti che gli sono propri, che derivano dal proprio modo di fare esperienza e da molti altri aspetti (il suo temperamento, le sue risorse fisiche, psicologiche, relazionali, …).
Concludendo, la menopausa va intesa come una fase fisiologica contraddistinta da una serie di cambiamenti psicosomatici, che dovrebbero sfociare in una stabilizzazione e riorganizzazione della propria corporeità e della propria identità.
Purtroppo questo non sempre avviene o avviene solo in parte; può infatti succedere che i sintomi della menopausa abbiano un peso superiore e siano il segnale di un malessere più profondo rispetto all’occasione per ciascuna donna di mettersi al centro della scena occupandosi del proprio benessere.
La figura dello psicologo può risultare particolarmente importante. Parlare con uno specialista può offrire la possibilità di conoscersi meglio, condividendo i propri disagi; significa trovare un tempo e uno spazio dove costruire nuovi significati per stare bene con se stesse lavorando anche con le emozioni e con i segnali che il nostro corpo ci manda.