La malattia venosa cronica raggruppa patologie legate ad una insufficienza delle vene degli arti inferiori che impedisce il corretto ritorno del sangue al cuore e porta a sviluppare, se non trattata, dei sintomi che possono causare disturbi e sintomi che vanno dall’edema, alla pesantezza degli arti a prurito e anche dolore e crampi che sopravvengono soprattutto nel corso della notte. Dal punto di vista visivo, questa patologia può provocare alterazioni della cute, vene varicose e capillari in evidenza.
 
Esiste una classificazione ( CEAP ) che ben raggruppa la gravità dei disturbi venosi cronici:

 
La prevalenza attuale delle varici a carico degli arti inferiori è del 10-50% nella popolazione adulta maschile e del 50-55% in quella femminile. La malattia varicosa colpisce prevalentemente il sesso femminile fino alla quinta-sesta decade, successivamente non si notano significative differenza fra i sessi. Numerosi studi epidemiologici correlano l’incidenza delle varici con la gravidanza e con il numero dei parti. Persone in sovrappeso, specie se di sesso femminile e abitanti in aree civilizzate, soffrono maggiormente di malattia varicosa rispetto a soggetti di peso normale.
 
Le varici degli arti inferiori sono legate, nella maggioranza dei casi ad insufficienza delle vene safene ( v. safena interna ed esterna ).
Per quanto concerne la localizzazione anatomica, le varici si manifestano abitualmente ad entrambi gli arti inferiori, dal 39% al 76% dei casi. È ampiamente riconosciuto che alcuni stati occupazionali, particolarmente quelli che obbligano a un prolungato ortostatismo, si associno con maggiore prevalenza di varici. L’edema, la comparsa di iperpigmentazione e l’eczema, variano dal 3% all’11% della popolazione. Ulcere venose in fase attiva si ritrovano in circa lo 0.3% della popolazione adulta occidentale e la prevalenza globale di ulcere attive e guarite si attesta sull’1% con sconfinamento oltre il 3% negli ultrasettantenni. La prognosi delle ulcere è poco favorevole tendendo esse a guarire in tempi lunghi e a recidivare con grande facilità. Il 50-75% ripara in 4-6 mesi mentre il 20% resta aperto a 24 mesi e l’8% a 5 anni. Lo scopo della chirurgia è la risoluzione del reflusso patologico con l’asportazione delle varici a scopo sintomatologico, preventivo o terapeutico del quadro clinico in atto e delle possibili complicanze, fermo restando il carattere evolutivo dell’insufficienza venosa cronica.
 
La terapia elasto-compressiva ( calza elastica ) è un metodo efficace per la gestione dei sintomi correlati alla malattia varicosa, ma non risolve la causa del reflusso. Quando i pazienti hanno una fonte correggibile di reflusso un trattamento invasivo dovrebbe sempre essere offerto. Dopo un trattamento interventistico, si consiglia sempre l’uso di un mezzo di compressione nel periodo postoperatorio, anche perché riduce la sintomatologia dolorosa.
 

Trattamento delle varici degli arti inferiori

 
Il trattamento scleroterapico viene consigliato soprattutto per il trattamento delle varici recidive.

 
Articolo realizzato dal Dr. Carlo Maricondi – Flebologo