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Dopo l’estate spesso, specie con l’avanzare dell’età, ci ritroviamo con il manifestarsi di discordie cutanee dovute in gran parte a prolungata esposizione ai raggi solari. Queste macchie color marrone o grigiastre sono segno dei danni creati dai raggi UV, posso comparire su tutto il corpo ma li troviamo più spesso su zone fotoesposte (volto, dorso delle mani, décolleté, schiena, spalle).

Ma le “macchie solari” non sono tutte uguali, e la distinzione è fondamentale per impostare una terapia corretta.

Le forme più comuni sono le lentigo solari o senili (le “macchie della vecchiaia”), sono delle piccole macchie piane tondeggianti di colore brunastro che compaiono più spesso dopo i 40 anni in zone esposte al sole.

Iperpigmentazioni rilevate dopo i 50-60 anni sono spesso cheratosi seborroiche, lesioni benigne di colorite variabile (rosa, colore carne, grigio..) e hanno un aspetto simile ad una verruca. Queste lesioni possono nascere già rilevate, o formarsi a partire da una lentigo solare.

Tipico invece nelle donne giovani (meno del 10% interessa il sesso maschile), specie post gravidanza, è invece il melasma (o cloasma). SI manifesta come una macchia spesso ampia, irregolare, tipicamente localizzata al labbro superiore, sulla fronte o simmetricamente sugli zigomi. Le cause di queste macchie sono sconosciute, ma compaiono spesso in seguito ad alterazioni ormonali (utilizzo di estrogeni, gravidanza) e peggiorano durante il periodo estivo.

Come trattare le macchie solari?

La buona notizia è che esistono diverse metodiche per trattare questi inestetismi, dai peeling chimici ai laser che possono aiutare a donare di nuovo un colore omogeneo alla nostra pelle. E’ fondamentale ricordare che tutti i trattamenti delle macchie vanno iniziati almeno 60 giorni dopo ultima esposizione solare, sennò si rischia di peggiorare la situazione.

I lentigo solari rispondono rapidamente (spesso è sufficiente una seduta) a trattamenti laser specifici. Tra le tecnologie disponibili, il più indicato é il laser Q-Switched, capace di rimuovere efficacemente e con minimo tempo di guarigione lesioni epidermiche e dermiche. SI utilizzano inoltre laser ablativi (erbium e CO2), e risulta efficace anche la luce pulsata (IPL).

Le cheratosi seborroiche vengono trattate classicamente mediante crioterapia, ossia con l’utilizzo di azoto liquido che posto a contatto con la cute crea una “bruciature da freddo”, rimuovendo la lesione. Molto efficace è il trattamento con laser CO2, viene effettuato con anestesia locale e con un solo trattamento si eliminano completamente gran parte delle lesioni.

Discorso a parte invece per il melasma, macchia spesso ostinata che tende a recidivare con successive esposizioni solari. In questo caso si consigliano trattamenti laser Q-Switched ripetuti nel tempo, o peeling chimici specifici, associati ad un trattamento schiarente domiciliare.

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In alternativa, elenco delle possibili prestazioni:

Trattamento domiciliare schiarente: Esistono diverse creme schiarenti acquistabili in farmacia a base di vitamina C, niacinamide o acido cogico, per citarne alcuni, che hanno la capacità di attenuare le macchie (lentigo, e talvolta melasma) dopo diverse settimane di utilizzo. Inoltre, su prescrizione medica, è possibile l’utilizzo di creme che contengono l’idrochinone, un agente depigmentante molto efficace, come principio attivo.

 

Peeling chimici: tramite l’applicazione sulla cute per brevi periodi (minuti) di tempo di sostanze acide, si ha la possibilità di raggiungere strati più profondi della cute, attenuando o eliminando le iperpigmentazioni e rigenerando le cellule cutanee.
Le sostanze più usate a scopo schiarente sono l’acido tricloroacetico (TCA), l’acido cogico, o l’acido glicolico. Il trattamento viene effettuato obbligatoriamente in ambulatorio, possono essere necessarie più sedute e dev’essere applicata una protezione solare per i giorni a seguire. Minimo arrossamento della zona trattata può durare 4-5 giorni.


Laser:
I laser più utilizzati per la rimozione delle iperpigmentazioni piane sono i laser Q-Switched, ossia dei laser che emettono degli impulsi nell’ordine dei nanosecond, quindi con una durata d’impulso cortissima, che permettono di agire specificatamente sui melanociti senza danneggiare la cute sana. Il trattamento di lentigo solari è estremamente rapido, indolore, e richiede spesso anche solo un trattamento, dopo il trattamento si forma una piccola crosta che poi cade nel giro dei 4-6 giorni successivi.
Per lesioni rilevate (come se chetatosi seborroiche) o per discromie diffuse del volto si predilige invece il laser CO2, capace di vaporizzare le lesioni, e anche di fare un procedimento chiamato “resurfacing” in cui viene effettuata una sorta di esfoliazione profonda con la luce laser, uniformando il colorito, attenuando le microrughe e migliorando la texture cutanea. Anche in questo caso è spesso sufficiente una seduta, con un tempo di guarigione totale di circa 5-7 giorni.

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