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Ortopedia, la Medicina Rigenerativa per una cura meno invasiva

Negli ultimi anni, la disciplina Ortopedica e Traumatologica ha fatto passi da gigante grazie alla comparsa della medicina rigenerativa. Questa infiltrazione di cellule mesenchimali viene anche utilizzata in associazione agli interventi artroscopici di ginocchio, anca e spalla per garantire un miglioramento dei danni riscontrati alla cartilagine articolare.

Cosa sono le cellule staminali del tessuto adiposo?
Le cellule staminali mesenchimali si contraddistinguono per la capacità di rilasciare fattori di crescita, modulare l’infiammazione e differenziarsi in altre cellule specializzate.

Come avviene il trattamento?
La procedura per effettuare le infiltrazioni di cellule staminali mesenchimali da tessuto adiposo è molto semplice: al paziente viene effettuato un prelievo di tessuto adiposo dalla regione addominale. Il lipoaspirato viene processato attraverso un sistema chiuso in grado di filtrare e purificare il tessuto. È così possibile eliminare i detriti cellulari, i residui oleosi e quelli ematici (potenzialmente infiammatori).
A questo punto, il lipoaspirato purificato e micro-frammentato può essere iniettato nella zona interessata dalla lesione. Nella maggior parte dei casi, le infiltrazioni vengono effettuate tramite guida ecografica. Dopo la procedura, il paziente rimane in osservazione per qualche ora. Una volta trascorso questo lasso di tempo, può tornare a casa senza problemi.

Quando è utile questo trattamento?
Il Lipogems® è un trattamento utile per trattare i processi degenerativi di natura artrosica a carico delle cartilagini articolari, così come i fenomeni degenerativi riguardanti le strutture tendinee e legamentose. Per quanto riguarda le articolazioni, le infiltrazioni possono essere effettuate in diversi distretti, come il ginocchio, l’anca, la spalla, la caviglia e il gomito.
È importante sottolineare che l’utilizzo di cellule staminali mesenchimali da tessuto adiposo autologo non costituisce un’alternativa all’intervento chirurgico protesico articolare ma rappresenta oggigiorno un utile presidio terapeutico per ritardare l’intervento chirurgico garantendo una migliore qualità di vita, anche per molti anni.

 

Articolo realizzato per CSMagazine dal Dottor Carlo Emanuele Sala Specialista in ortopedia e traumatologia.

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