PATOLOGIE

Alluce Valgo

L’alluce valgo è una delle malattie più diffuse del piede, colpendo circa il 30% della popolazione adulta.
Con questo termine è definito lo spostamento laterale dell’alluce il quale, spingendo le altre dita più piccole, ne determina a catena un’ulteriore deviazione. È anche presente una prominenza alla base dell’alluce.

 

Poiché l’alluce è fondamentale nell’appoggio del piede e nella camminata, la sua deformità causa problemi alle caviglie, ginocchia e schiena. Meglio non aspettare che la situazione sia grave!

Da cosa può essere causato l’alluce valgo?

La causa non è ancora chiara. Possiamo distinguere due tipi di alluce valgo:

  • Alluce valgo idiopatico, di cui non si conosce la causa
  • Alluce valgo secondario a malattie reumatiche, artrosi, piede piatto dell’adulto, traumi


L’alluce valgo è una problematica essenzialmente femminile (nelle donne è quattro volte più frequente rispetto gli uomini), che si presenta spesso dopo i 40 anni.

È stata dimostrata una componente genetica, soprattutto nelle deformità giovanili.

 

Al contrario di come si pensi, il tipo di scarpa non è mai tra le cause: nessuno studio lo ha dimostrato! Piuttosto, l’alluce valgo non viene tollerato in scarpe strette e con tacco alto, scarpe che peggiorano l’infiammazione ed il dolore.

Quali disturbi potresti avere?

L’alluce valgo causa dolore al piede durante il cammino e difficoltà ad indossare scarpe normali. Alla base del dito compare una sporgenza ossea con gonfiore assai doloroso (borsite o cipolla).

A lungo andare, il dolore può essere persistente e presente anche a riposo. Anche le altre dita possono deviare verso l’esterno e fare male.

In questi casi è utile rivolgersi ad uno specialista per una visita ortopedica.

 

Quali sono gli esami necessari?

Per la diagnosi di alluce valgo è necessaria la radiografia del piede in 2 proiezioni in carico: consente la diagnosi, la corretta indicazione chirurgica e permette di calcolare gli angoli di correzione.

Puoi prevenirlo e trattarlo senza intervento?

Nessun intervento non-chirurgico può risolvere completamente l’alluce valgo.

Per alleviare il dolore e limitare il progressivo peggioramento, il consiglio è:

  • l’utilizzo di scarpe adeguate: una scarpa che riprenda la forma naturale del piede, con un tacco di massimo 4-5 cm (è meglio acquistare le scarpe nel pomeriggio/sera in quanto i piedi sono più gonfi!);
  • l’utilizzo di plantari in caso di piede piatto o dolore al piede;
  • l’utilizzo di divaricatori correttivi per l’alluce, in silicone o tessuto, da usare di notte;
  • farmaci anti-infiammatori (ibuprofene, ketoprofene)
  • terapie locali (laser, ultrasuoni,…) dopo confronto con l’ortopedico

Quando è indicato l’intervento chirurgico?

Con le corrette indicazioni, l’intervento chirurgico rappresenta l’unico trattamento efficace. In genere l’intervento correttivo è programmabile, mai urgente.

L’indicazione chirurgica è data dallo specialista ortopedico se:

  • il dolore è persistente e forte;
  • non riesci ad indossare scarpe comode;
  • non riesci a camminare o fare sport per il dolore;
  • è presente una grave deformità;
  • se i sintomi peggiorano rapidamente in sei mesi-un anno;


È inutile rimandare l’intervento; rinviando l’operazione, la deformità peggiora e si sviluppa artrosi all’alluce. In questi casi saranno necessari interventi più impegnativi e con decorso postoperatorio più lungo.

In cosa consiste l’intervento chirurgico?

La chirurgia moderna è veloce, rapida, poco dolorosa. Si esegue normalmente in day hospital (non bisogna rimanere a dormire in ospedale) e in anestesia periferica (non generale).

Una delle tecniche più diffuse ed efficaci è l’osteotomia a V: le ossa sono riposizionate nella loro corretta posizione e la funzione dell’alluce è ripristinata.

L’incisione è sul lato interno del dito, in modo tale da evitare lo sfregamento della cicatrice con la scarpa.

Dopo aver rimosso la sporgenza ossea, le ossa sono tagliate e spostate nella corretta posizione, sulla base di una precisa programmazione preoperatoria. Si procede quindi alla stabilizzazione mediante viti, cambre o piccoli chiodi.

 

In caso di instabilità dell’alluce, è necessario eseguire un intervento mirato al ripristino della stabilità ed alla correzione della deformità.

 

Nelle deformità gravi o in caso di artrosi avanzata, l’unica strada percorribile è quella di bloccare l’alluce (artrodesi). Non preoccuparti, riuscirai a camminare senza alcun problema e soprattutto il dolore scomparirà.

I giorni dopo l’intervento?

Alla dimissione, potrai camminare con l’aiuto di due stampelle; grazie ad una specifica scarpa postoperatoria, il carico è completo. In questo modo, non sarai costretto a stare nel letto o fermo in casa, ma potrai fare molte delle attività quotidiane.

Nei primi giorni postoperatori sono indicati:

  • protocollo di esercizi da svolgere a casa, per recuperare in tempi rapidi il movimento dell’alluce;
  • farmaci per limitare il dolore (l’intervento non è così doloroso come dicono), il gonfiore ed il rischio di trombi nelle vene.

I giorni dopo l’intervento?

Alla dimissione, potrai camminare con l’aiuto di due stampelle; grazie ad una specifica scarpa postoperatoria, il carico è completo. In questo modo, non sarai costretto a stare nel letto o fermo in casa, ma potrai fare molte delle attività quotidiane.

 

Nei primi giorni postoperatori sono indicati:

  • protocollo di esercizi da svolgere a casa, per recuperare in tempi rapidi il movimento dell’alluce;
  • farmaci per limitare il dolore (l’intervento non è così doloroso come dicono), il gonfiore ed il rischio di trombi nelle vene.

 

Eventuali terapie in corso (pillola estro-progestinica, terapie per il cuore, pressione, diabete,…) sono ripristinate in accordo con proprio Medico Curante. La prima medicazione è fissata a 7-10 giorni dall’intervento, ed il controllo clinico-radiografico a 30-40 giorni. La fisioterapia non è necessaria, e viene riservata a casi specifici.

Di solito consiglio l’utilizzo di un tutore solo di notte per i primi sei mesi postoperatori, al fine di minimizzare eventuali recidive.

Quali possono essere le complicazioni?

Ogni tipo di chirurgia presenta un rischio di complicanze o di insuccesso.

Le complicanze più frequenti dopo la correzione dell’alluce valgo sono:

  • sofferenze od inestetismi della cicatrice
  • gonfiore
  • rigidità
  • intolleranza ai chiodi, placche o viti;
  • artrosi
  • dolore all’avampiede o sviluppo di dita a martello (15% dei pazienti)
  • trombosi venosa
  • necrosi della testa metatarsale

 

La recidiva è alquanto rara (<3% dei casi): nei casi in cui si verificasse, si rende necessario un nuovo intervento pressoché risolutivo.

 

Le tecniche mininvasive: cosa sono

Con il termine «mininvasiva» si intende una tecnica che riduce al massimo l’esposizione necessaria ad eseguire l’intervento chirurgico: ovvero, le incisioni sono molto piccole.

Per l’alluce valgo esistono essenzialmente due tecniche:

  • SERI: la stabilizzazione è ottenuta mediante chiodi (fili di Kirschner); i suoi limiti sono rappresentati dalla rigidità postoperatoria e dalla necessità di diverse medicazioni;
  • tecnica percutanea: si usano piccole frese simili a quelle usate dai dentisti.

 

Controindicazioni assolute sono l’artrosi ed alluce valgo post-traumatico. Importante limite di queste tecniche è l’impossibilità di valutare l’effettivo stato della cartilagine e la presenza di problemi ai tessuti molli.

 

Nonostante le promesse pubblicitarie e la rapidità dell’intervento, le tecniche open (con incisione classica) e mininvasive non presentano alcuna differenza riguardo:

  • cammino: si può camminare dal giorno stesso, con calzature specifiche;
  • dolore postoperatorio;
  • recupero, con svolgimento delle attività quotidiane entro due-tre mesi;
  • frequenza di complicanze postoperatorie;

Cosa dobbiamo ragionevolmente aspettarci?

I risultati della correzione chirurgica dell’alluce valgo sono eccellenti nella maggioranza dei casi. 

 

Ciononostante, ogni persona (ed ogni piede) reagisce a suo modo all’intervento: di norma, gran parte delle attività quotidiane sono completamente riprese entro due-tre mesi ma i tempi possono allungarsi in persone anziane, con gravi malattie, con artrosi od altre deformità del piede. 

I risultati sono soddisfacenti nel 90-92% dei casi; il restante 8% presenta piccole complicanze o problemi postoperatori facilmente gestibili: queste sono maggiormente probabili se soffri di grave artrosi, diabete, problemi al cuore, se hai malattie autoimmuni o se fumi. 

 

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