REPARTO CHIRURGICO

Chirurgia Generale

La Chirurgia Generale si occupa di risolvere o migliorare la prognosi delle patologie che interessano gli organi della cavità addominale come intestino, colon, fegato, stomaco, esofago, pancreas, cistifellea, fegato, dotti biliari, oltre alla mammella e alla tiroide.

Il Reparto di Chirurgia Generale di Clinica San Martino permette di intervenire chirurgicamente dove necessario in seguito alle visite di chirurgia generali in ambulatorio per l’impostazione diagnostica e terapeutica delle malattie di competenza chirurgica.

 

Presso il Reparto di Chirurgia Generale di Clinica San Martino è possibile intervenire per:

 

  • Lesioni cute e sottocute (escluso viso)
  • Cisti sebacee, lipomi, basaliomi e altre lesioni cutanee sospette per le quali il dermatologo richieda l’asportazione ambulatoriale per tipizzazione istologica
  • Onicocriptosi (unghia incarnita)
  • Onicomicosi

 

Tali patologie, previa esecuzione di una prima visita di chirurgia generale che ne consenta l’appropriato inquadramento, sono soggette ad asportazione chirurgica in un ambulatorio “di piccoli interventi”.

 

Inoltre, presso Clinica San Martino è possibile effettuare interventi per le seguenti patologie:

Un’ernia inguinale è una condizione in cui una porzione di tessuto o di organo, solitamente parte dell’intestino, sporge attraverso una debolezza o un’apertura nella parete muscolare dell’inguine. Questa protuberanza può causare dolore e disagio.

 

Le ernie inguinali sono più comuni negli uomini rispetto alle donne e possono verificarsi a seguito di una debolezza congenita nella parete muscolare dell’inguine o a causa di uno sforzo eccessivo, come sollevare oggetti pesanti, tosse cronica o stitichezza.

 

I sintomi di un’ernia inguinale possono includere una protuberanza o un rigonfiamento nell’area dell’inguine, dolore o sensazione di bruciore nell’area interessata, specialmente durante l’attività fisica o la tosse, e talvolta difficoltà nel muoversi o camminare.

 

Il trattamento dell’ernia inguinale può coinvolgere sia opzioni conservative che interventi chirurgici. Le opzioni conservative possono includere l’uso di supporti o fasce per contenere l’ernia, mentre l’intervento chirurgico mira a riparare la parete muscolare debole e riposizionare il tessuto o l’organo nella sua posizione corretta.

 

È importante consultare un medico se si sospetta di avere un’ernia inguinale, in quanto può essere necessario un intervento medico per prevenire complicazioni potenzialmente gravi, come occlusione intestinale o strangolamento dell’ernia.

L’ernia della parete addominale è una condizione in cui una parte dei tessuti interni dell’addome sporge attraverso una debolezza o un’apertura nella parete muscolare dell’addome. Questa protrusione può creare una protuberanza visibile o palpabile sulla superficie dell’addome. Esistono diversi tipi di ernie della parete addominale, tra cui:

 

  1. Ernia inguinale: come menzionato in precedenza, coinvolge la protrusione di tessuti attraverso un’apertura nell’inguine.

  2. Ernia femorale: simile all’ernia inguinale, ma si verifica più in basso, nella parte superiore della coscia.

  3. Ernia ombelicale: si verifica quando il tessuto sporge attraverso un’apertura nella parete muscolare vicino all’ombelico.

  4. Ernia ventrale o incisionale: si verifica attraverso una cicatrice di un intervento chirurgico addominale precedente.

  5. Ernia epigastrica: si verifica nella parte superiore dell’addome, tra l’ombelico e il petto.

  6. Ernia lombare: si verifica nella parte bassa della schiena.

 

I sintomi comuni di un’ernia della parete addominale includono una protuberanza visibile o palpabile, dolore o disagio nella zona interessata, specialmente durante lo sforzo fisico, e sensazione di peso nell’addome.

Il trattamento delle ernie della parete addominale può coinvolgere l’osservazione attenta (specialmente se l’ernia è piccola e non provoca sintomi significativi) o l’intervento chirurgico per riparare la debolezza della parete muscolare e riposizionare i tessuti nella loro posizione corretta.

 

È importante consultare un medico se si sospetta di avere un’ernia della parete addominale per una valutazione appropriata e determinare il piano di trattamento più adatto.

La calcolosi della colecisti, comunemente nota come calcoli biliari, è una condizione in cui si formano delle pietre (calcoli) nella colecisti, un organo a forma di sacca situato sotto il fegato.

 

Questi calcoli possono variare in dimensioni e composizione e possono essere costituiti principalmente da colesterolo, bilirubina o altri componenti.

 

I calcoli biliari possono formarsi quando la bile, un liquido prodotto dal fegato per aiutare nella digestione dei grassi, contiene troppo colesterolo o non si svuota correttamente dalla colecisti. Alcuni fattori di rischio per lo sviluppo di calcoli biliari includono l’obesità, una dieta ricca di grassi saturi e povera di fibre, la gravidanza, l’età avanzata e la predisposizione genetica.

 

La maggior parte delle persone con calcoli biliari non manifesta sintomi e può non essere consapevole della presenza dei calcoli. Tuttavia, quando i calcoli bloccano il flusso della bile attraverso i dotti biliari, possono verificarsi sintomi come dolore addominale, nausea, vomito e febbre. Questo può portare a complicanze più gravi come l’infiammazione della colecisti (colecistite) o l’ostruzione dei dotti biliari.

 

Il trattamento per i calcoli biliari dipende dalla gravità dei sintomi e dalle complicanze. In molti casi, la gestione può coinvolgere cambiamenti nella dieta, farmaci per sciogliere i calcoli o, nei casi più gravi, intervento chirurgico per rimuovere la colecisti (colecistectomia). La colecistectomia è spesso ben tollerata, poiché la colecisti non è un organo essenziale per la vita e la sua rimozione di solito non compromette la digestione o la funzione generale del corpo.

La diastasi addominale è una condizione in cui i muscoli retti dell’addome si allontanano lateralmente l’uno dall’altro, creando uno spazio tra di essi. Questo spazio è noto come “linea alba” e può essere più evidente quando i muscoli addominali si separano. La diastasi addominale è comune durante la gravidanza, ma può verificarsi anche in altre situazioni.

 

Durante la gravidanza, l’utero in espansione esercita pressione sulla parete addominale, e questo può portare alla separazione temporanea dei muscoli retti dell’addome.

 

Dopo il parto, in molte donne, questa separazione si riduce naturalmente mentre i muscoli si riprendono. Tuttavia, in alcuni casi, la diastasi addominale può persistere e causare sintomi come debolezza muscolare, dolore nella zona addominale, e una protuberanza o rigonfiamento evidente quando si fa uno sforzo.

Informazioni Utili

Gli interventi di chirurgia generale avvengono a seguito di una visita specialistica. In Clinica San Martino gli interventi di chirurgia generale avvengono privatamente.

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