Un percorso dedicato alle persone con disabilità fisica o cognitiva, con un referente che segue la famiglia dal primo contatto.
Le cure si fanno con la modalità più adatta alla persona, dalla visita accompagnata alla sedazione fino all’anestesia generale, perché sala operatoria e anestesista sono qui.
Per alcune persone la poltrona del dentista è un ostacolo insormontabile: una disabilità cognitiva che rende difficile capire cosa sta accadendo, una disabilità fisica che complica la posizione, un’ansia che nessuna spiegazione riesce a sciogliere. Spesso la conseguenza è la stessa: le cure si rimandano, finché non diventano urgenze.
Il nostro percorso parte da un presupposto diverso. Non chiediamo alla persona di adattarsi alla visita: adattiamo la visita alla persona. Tempi più lunghi, un referente che conosce la storia, e, quando serve, la possibilità di eseguire le cure in sedazione o in anestesia generale, in sala operatoria.
Si rivolge a persone con disabilità, a pazienti non collaboranti e a chi convive con patologie che richiedono un ambiente protetto.
La parte più difficile, per una famiglia, spesso non è la cura: è organizzarla. Per questo il percorso ha una persona di riferimento dall’inizio alla fine, che raccoglie le informazioni, parla con i caregiver e coordina l’équipe. Tu racconti una volta sola.
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Il primo contatto: un operatore dedicato ascolta la situazione e diventa il riferimento per la famiglia.
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Raccolta delle informazioni: insieme a familiari e caregiver si ricostruisce la storia clinica e le necessità della persona.
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Valutazione dell’anestesista: incontra il paziente e i familiari, esamina la documentazione e definisce la modalità più sicura.
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Valutazione dell’odontoiatra: verifica lo stato del cavo orale e costruisce il piano di cura insieme all’anestesista.
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Le cure e i controlli: si eseguono con la modalità concordata e si programmano i richiami successivi.
Non tutte le persone hanno bisogno della stessa cosa. C’è chi, con più tempo e un ambiente tranquillo, affronta bene una visita normale; chi ha bisogno di essere aiutato a rilassarsi; chi, per essere curato in sicurezza, deve dormire.
La scelta la fa l’anestesista insieme all’odontoiatra e alla famiglia, dopo aver valutato la documentazione clinica.
Referente dedicato: una sola persona di contatto per la famiglia, dal primo contatto ai controlli.
Visita accompagnata: tempi più lunghi, ambiente tranquillo, presenza del caregiver.
Sedazione cosciente: la persona resta sveglia ma rilassata, e collabora più facilmente.
Anestesia generale: in sala operatoria, con anestesista e infermiere, per chi non può essere curato altrimenti.
Confronto con gli altri reparti: cardiologia, diagnostica e gli altri specialisti della clinica, quando il quadro clinico lo richiede.
Due modi di rendere possibile una cura
Quando la collaborazione non è possibile, non ci si ferma: si cambia strada. La modalità viene scelta dall’anestesista insieme all’odontoiatra e alla famiglia.
La persona resta sveglia ma profondamente rilassata: percepisce meno l’ansia e collabora più facilmente durante le cure.
Per chi: ha forte ansia o difficoltà a restare fermo, ma può affrontare la seduta da sveglio.
Le cure si eseguono in sala operatoria, con anestesista e infermiere presenti, mentre la persona dorme.
Per chi: non può essere curato in altro modo, o deve eseguire più cure in un’unica seduta.
Nessun trattamento vive da solo: intorno c’è una clinica intera. Per i casi più delicati lavoriamo a stretto contatto con gli altri reparti, sotto lo stesso tetto: è questo che rende possibili anche gli interventi più complessi.