La parodontologia cura le malattie delle gengive e dell’osso che sostiene i denti. Si comincia con la gengivite e, se non si interviene, si arriva alla parodontite (la vecchia piorrea).
È la prima causa di perdita dei denti negli adulti, ma presa in tempo si può fermare.
Il sanguinamento è il primo segnale, ed è quello che quasi tutti ignorano. In quella fase, la gengivite, l’infiammazione riguarda solo la gengiva, ed è ancora reversibile.
Se il tartaro resta, l’infiammazione scende sotto il bordo gengivale e attacca l’osso: è la parodontite. Compaiono recessioni gengivali (i denti sembrano più lunghi), alito cattivo, spostamenti, fino alla mobilità dei denti.
Il danno all’osso non si recupera. Ma la malattia si può fermare, e i denti si possono mantenere per molti anni, a patto di intervenire e poi non mollare la presa.
La cura della parodontite non è un intervento: è un percorso. La prima parte serve a spegnere l’infiammazione, la seconda, quella che dura tutta la vita, a non farla tornare. Ti spieghiamo entrambe fin dall’inizio, senza sorprese.
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Visita e sondaggio parodontale: si misura la profondità delle tasche attorno a ogni dente.
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Radiografie: mostrano quanto osso è stato perso e dove.
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Terapia causale: rimozione di placca e tartaro anche sotto la gengiva (levigatura radicolare).
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Rivalutazione: si controlla la risposta. In alcuni casi serve la chirurgia parodontale.
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Mantenimento parodontale: sedute programmate a intervalli ravvicinati. È questa fase a decidere il risultato nel tempo.
Non tutte le parodontiti sono uguali: dipende da quanto osso è già stato perso, da quanto profonde sono le tasche e da fattori personali come il fumo o il diabete, che rendono la malattia più aggressiva.
Alcuni casi si risolvono con la terapia non chirurgica; altri richiedono la chirurgia parodontale. E quando il quadro coinvolge la salute generale, ci confrontiamo con gli altri reparti della clinica.
Terapia causale (levigatura radicolare): rimozione di placca e tartaro sotto il bordo gengivale, in una o più sedute.
Chirurgia parodontale: quando le tasche restano profonde e l’infiammazione non si spegne.
Trattamento delle recessioni: per le gengive che si sono ritirate scoprendo la radice.
Mantenimento parodontale: sedute di igiene più frequenti e mirate, per chi ha già avuto la malattia.
Confronto con gli altri reparti: diabete, fumo e salute cardiovascolare incidono sulle gengive, e viceversa.
Gengivite o parodontite? La differenza conta.
Si somigliano, ma non sono la stessa cosa. Riconoscere in quale fase sei cambia tutto: la prima si può far tornare indietro, la seconda si può solo fermare.
L’infiammazione riguarda solo la gengiva: sanguina, è rossa e gonfia. Con l’igiene professionale e le giuste abitudini si risolve completamente.
Per chi: vede sangue sullo spazzolino ma non ha ancora perso osso.
L’infiammazione ha raggiunto l’osso che sostiene i denti. Non si torna indietro, ma si può fermare la progressione e mantenere i denti nel tempo.
Per chi: ha gengive che si ritirano, denti che si muovono o che si stanno spostando.
Nessun trattamento vive da solo: intorno c’è una clinica intera. Per i casi più delicati lavoriamo a stretto contatto con gli altri reparti, sotto lo stesso tetto: è questo che rende possibili anche gli interventi più complessi.